Steven Wilson & Band

Hand. Cannot. Erase. Tour 2015 phase II 

Live @ Cremona Teatro Ponchielli & Roma Teatro Conciliazione 


 


Ci aveva lasciato con uno spirito rinnovato, dagli ultimi shows in Italia a Marzo, in due splendidi teatri: il Dal Verme di Milano ed il Sistina di Roma. Oggi, a pochi mesi di distanza, a settembre, il signor Steven Wilson è tornato nel nostro paese con altre novità audio visive e di line-up. Siamo nella seconda fase del tour che promuove l'ultimo album Hand. Cannot. Erase. Già, perché da qualche anno a questa parte Steven ha deciso che come minimo ci vogliono due cicli di live in un anno per ogni album. Questa volta le città ed i teatri interessati sono il Ponchielli di Cremona e quello della Conciliazione a Roma. Persiste dunque l'idea di continuare a suonare nei teatri dove certamente la musica di Steven Wilson e la sua band può trovare maggiore sfogo ed essere sempre più apprezzata. David Kilminster scherzando ci ha detto: "Quando sono entrato in teatro credevo dovessimo suonare della musica lirica" ed ha intonato qualcosa da mezzo soprano, davvero molto divertito. Quest'anno per la prima volta lo staff del Fanclub di Steven e dei PT ha organizzato una piacevole e colorata sorpresa, per la location di Cremona: un esperimento visivo, abbiamo infatti distribuito gratuitamente dei braccialetti luminosi “starlight” colorati, tutti rigorosamente rossi, così da creare un effetto scenografico nei momenti di buio del concerto. Tale accessorio, oltre ad essere gratuito, non era fastidioso e soprattutto era autorizzato da Steven in persona, sicuramente curioso di vedere l'effetto di questa novità. Esperimento riuscito a metà per via dei tempi ristretti che separavano l'arrivo del pubblico e l'inizio del concerto, tuttavia so che dall'alto delle balconate è stato molto carino e apprezzato, apprezzamenti anche dagli addetti ai lavori e un invito a distribuirne di più la prossima volta.
Tornando alla musica, un'altra novità nella line-up: infatti rispetto alla formazione classica qui abbiamo avuto David Kilminster alla chitarra (che accompagnava in tour un certo Roger Waters), al posto di Guthrie Govan, e Craig Blundell alla batteria al posto di Marco Minneman, mentre insostituibili Adam Holzman sempre alle tastiere e Nick Baggs al basso. L'altra novità sta nella set-list, con l'introduzione di un brano, Book of Regrets, che faceva parte del materiale inciso per Hand. Cannot. Erase. ma non incluso nell'album, per via del fatto che non rifletteva il concept dell'album stesso; piccola anticipazione, questo brano, assieme ad altri brani dello stesso periodo, verranno raccolti e pubblicati in un EP di prossima uscita. Altra novità nella scaletta dei brani è stata l’introduzione massiccia, questa volta, di pezzi dei Porcupine Tree, per la gioia di noi fans che con questa band siamo cresciuti. La prima parte del concerto è la stessa sia per Cremona che per Roma a parte qualche spostamento, e vale a dire: First Regret, 3 Years Older, Hand. Cannot. Erase., Routine. Con questo brano epico, si tocca uno dei momenti più intensi e commoventi di tutto lo spettacolo, il video triste che l' accompagna, la musica, il pathos e l'atmosfera che circonda il pubblico... rimanere indifferenti è impossibile. A seguire Index, brano che compie quattro anni e mai ha perso il suo carisma, anzi live nella nuova versione con l'intro scandito dallo schioccare delle dita è ancora più affascinante, cupo e misterioso. Lo show continua con Home Invasion, Regret #9, Don't Hate Me e Open Car questi ultimi due sono "Porcupine Tree song" quanti ricordi possono evocare, è un'emozione riservata solo a chi di noi ascoltava i Porcupine Tree già dalla fine degli anni '90.
My Book of Regrets la new song, complicata e lunga nelle sua esecuzione si conferma un altro brano straordinario ideale per arricchire uno spettacolo come questo. Lazarus, classico brano dall’album Deadwing dei Porcupine Tree, Ancestral, Happy Returns e Ascendant Here On... dopo una breve pausa ecco Temporal, uno spezzone dai Bass Communion un progetto di musica elettronica solistico di Steven, Sectarian da Grace for Drowning e Sleep Together da Fear of a Blank Planet, altra PT song, ancora una breve pausa ed un brano più datato, Dark Matter dall'album Signify, forte del suo fascino misterioso ed introverso, ed in chiusura The Sound of Muzak dall'album In Absentia, dove Steven pretende la partecipazione vocale del pubblico e direi che viene abbastanza accontentato a Cremona, mentre si aspettava qualcosa in più da Roma dato il maggior numero di persone. E sarà anche per lo stesso motivo che a Roma Steven ci regala The Raven That Refused to Sing come brano conclusivo per chiudere in bellezza queste due strepitose performance. Entrambi i teatri erano sold-out e i due nuovi membri si sono dimostrati degni sostituti dei loro colleghi impegnati in altro, tuttavia è certamente mancato quell'affiatamento, quella sinergia che si era instaurata con la formazione precedente, dovuta soprattutto al fatto di aver suonato per meno tempo insieme tra loro. Da notare Nick Beggs e Adam Holzman strepitosi: a giorni di distanza dai concerti, ho ancora i suoni del basso e delle tastiere che mi ronzano per la testa. Chissà cosa ci aspetterà in futuro, sì perché nel frattempo sono già state annunciate altre due date in Italia, il 27 Aprile a Firenze al Teatro Obihall, ed il 26 Aprile a Trieste al Teatro Rossetti, quindi l'appuntamento è per il prossimo anno, ci si vede agli shows!

Prima del concerto di Roma abbiamo avuto il piacere di condurre una breve audio intervista a Steven Wilson, che assieme alle foto sarà pubblicata si questo sito.


 Review by Evaristo Salvi

 


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 Photo by Daniele Bonifazi

 

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