Gavin Harrison

Nasce in Inghilterra il 28 maggio 1963.

Da piccolissimo inizia a suonare la tromba, volendo seguire le orme del padre, ma con scarsi risultati, così viene rapito dalle potenzialità della batteria e a 6 anni ha già le idee chiare: vuole diventare un batterista professionista!

Il suo primo drum kit è una Trixon, passa poi ad una professionale Ajax, entrambi marchi inglesi. Fino all’età di 15 anni i suoi ascolti sono prettamente jazz, poi viene travolto dal ciclone punk, e il caso volle che si dovesse presentare per un’audizione per il grande Iggy Pop. Supera brillantemente la prova e suona nel tour del 1986 dell’album “Blah blah blah”. Prima ancora, nel 1983, entra a far parte del gruppo Renaissance, dopo aver superato brillantemente, ancora una volta, un’audizione in cui ha dovuto suonare un brano di 20 minuti! Nel 1987 fa parte di una band chiamata Dizrhythmia (il nome deriva dal termine scientifico per definire il jetlag), insieme a Jakko Jakszyk, Danny Thompson e Pandit Dinesh, un piacevole misto di jazz e funky.

Arriva in Italia nel 1989 e inizia a collaborare con vari musicisti italiani. E’ subito in tour, quello di Alice, chiamato “Il sole nella pioggia”, insieme all’amico Jakko. Lavora con Eugenio Finardi nell’album “La forza dell’amore” e l’anno successivo nell’album “Millennio”. Con Alice collabora nell’album “Mezzogiorno sulle Alpi” e con Fiorella Mannoia ne “I treni a vapore”. Qui incontra il chitarrista Paolo Gianolio, che lo presenta al cantautore italiano Claudio Baglioni, e partecipa al tour “Oltre” (insieme al bassista Tony Levin), è l’inizio di una lunga e proficua collaborazione. Nel 1992 escono due album live “Assieme” e “Ancorassieme”, dove Harrison suona batteria e percussioni. Nel 1993 collabora con Raf nell’album “Cannibali”, sempre nello stesso anno inizia una collaborazione con Franco Battiato e suona nell’album “Cafè de la paix”. Nel 1994 prende parte a un concerto con Baglioni, e gli viene offerta una nuova collaborazione, sfociata nell’album del 1995 “Io sono qui”, sempre nello stesso anno incontra nuovamente Franco Battiato e suona con lui al concerto del 1° Maggio a piazza San Giovanni a Roma; suona anche con Eros Ramazzotti. Ad aprile del 1996, in un’ interruzione del tour “Io sono qui” di Baglioni, registra a Parigi il nuovo album di Battiato “L’imboscata”, del quale fa parte una delle sue più belle e amate canzoni: “La cura”! Ancora con Baglioni nel 1997 partecipa alla trasmissione televisiva Rai “Anima Mia”, trasmissione dalla quale viene tratto il cd “Anime in gioco”, e nell’aprile del 1998 registra con Battiato il bellissimo cd “Gommalacca”, chi non ricorda “Shock in my town”? Negli anni successivi collabora a 4 dischi, tra versioni live e versioni studio, di Claudio Baglioni: “A-live” (1998), ”Viaggiatore sulla coda del tempo”(1999), “Acustico”(2000), “Sono Io” (2003) e “Crescendo e Cercando” (2005). Il 1999 lo vede ancora insieme a Baglioni per la trasmissione Rai “L’ultimo valzer”, e per il concerto di Natale in Vaticano di fronte al Papa e a 130.000 persone!

Numerose le collaborazioni di Harrison con altri grandi artisti: Incognito, Go West, Paul Young, Lisa Stansfield, Level 42 e tanti altri che si possono leggere sul suo sito. Nel 1997 decide di incidere un album solista, l’unico fin’ora, chiamato “Sanity & Gravity”, che vede la partecipazione di importanti e preziosi amici, fra i quali Mick Karn (ex Japan), Richard Barbieri (ex Japan e odierno componente insieme ad Harrison dei Porcupine Tree) e Jakko Jakszyk (con quest’ultimo collaborerà più volte), e ne esce un lavoro del quale si possono ascoltare dei samples proprio sul sito di Harrison, un misto di Weather Report, jazz-rock e sicuramente fusion.

L’amicizia di Harrison col tastierista Richard Barbieri lo porta alla storia recente. Nel 2002 Barbieri lo chiama quando l’allora batterista dei Porcupine Tree (gruppo appartenente ad un genere psichedelico, sperimentale e rock-progressive) decide di lasciare il gruppo, e lo invita a New York dove dovevano registrare il nuovo album “In absentia”, che uscirà in Europa nel 2003 e vende oltre 100.000 copie; una traccia in particolare, “The sound of Muzak”, è un must per ogni batterista! Nello stesso anno registra live col gruppo in una radio americana “XM”, al quale seguirà “XM II” nel 2003.

L’ultima fatica con i Porcupine Tree risale al 2005 con l’album “Deadwing”, nel quale Harrison collabora attivamente alla stesura dei pezzi, in particolare nella traccia “The start of something beautiful”, ottenendo un album rock decisamente più duro rispetto ai precedenti, grazie anche alle collaborazioni col chitarrista dei King Crimson, Adrian Belew, e quello degli Opeth, Mikael Akerfeldt.

Sul sito del batterista inglese, si possono trovare tante informazioni, l’intera discografia e i tour, samples dei suoi lavori e soprattutto notizie sui suoi lavori didattici.

Da segnalare i suoi libri, Rhythmic Illusions e Rhythmic Perspectives, nonché il dvd Rhythmic Visions, che contiene sottotitoli in italiano e tedesco, immancabile nella libreria di ogni batterista! Come definire Gavin Harrison? Preciso, fantasioso, in poche parole……….. Mister Groove!


Antonella Ruggeri & Stefania Meroni

Foto prese dal sito ufficiale di Gavin Harrison e Carbon Nation.

Graphic elements are from CSS Zen Garden theme by Pierre Antoine Viallon (Creative Commons license), Lasse Hoile and Porcupine Tree.